29 giugno, 2008

da una cartolina

Prima di tutto vennero
a prendere gli zingari
e fui contento, perchè
rubacchiavano.

Poi vennero a prendere
gli ebrei
e stetti zitto, perchè mi
stavano antipatici.

Poi vennero a prendere
gli omosessuali,
e fui sollevato, perchè mi
erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere
i comunisti,
e io non dissi niente,
perchè non ero comunista.

Un giorno vennero
a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno
a protestare.

da una poesia di Martin Niemöller, 1932

16 giugno, 2008

un cicatrice nell'arancione...



Credo capiti anche a te di ricordare alcune cose di quando eri piccola, frammenti di emozioni che sono rimaste così forti dentro te che non vogliono andarsene. Magari ci si dimentica di episodi che nonni, genitori e amici ripetono all'infinito, ma queste situazioni no.
Restano.
Ricordo che avevamo una piccola televisione in bianco e nero, di una marca che proprio non vuole tornare nei miei ricordi, ma era piccina, aveva un'antenna piccola e rotonda, il bordo dello schermo era nero e la plastica esterna arancione. Forse era per via del rivestimento così colorato, o forse perchè era piccola come me, fatto sta che era la mia preferita... Ne ero innamorato!
Una sera, ricordo, volevo fare come faceva la mamma talvolta, prendere il televisore, portarlo in camera da letto, appoggiarlo sul mobile e guardare una trasmissione sdraiato sul lettone, con tutti e due i cuscini dietro la schiena. Già pregustavo l'idea di quel piccolo relax, quando staccai la spina dalla presa della corrente, imbracciai l'elettrodomestico e cominciai a muovermi verso la stanza... "Cavoli però" - pensavo mentre camminavo lungo il corridoio - "non credevo pesasse così!".
Arrivato a pochi centimetri dal ripiano, ebbi paura - lo ricordo nitidamente - di far cadere la televisione per terra...
Cadde.
In quel momento sentii il peso dell'universo sulle mie spalle: "Cosa avevo combinato? La tele si era rotta! La tele arancione!".
Ero piccolo allora, e questa cosa mi sembrava così grande, così importante e difficile da affrontare, complicata da superare...
Fu così che chiamai Alberto, il moroso di mia zia, lui è bravo, sa riparare le televisioni, lo fa di lavoro... e la riparò. Rimase solo un ancolo dello schermo rotto, una piccola cicatrice nell'arancione, un segno incancellabile...
...le cose belle e importanti, le cose che amiamo, spesso sono difficili, ma possibili; basta solo una piccola volonta che si trasforma in atto.
Sono passati anni.
Tanti anni.
Si sta facendo pulizia in cantina e la rivedo... Sono così felice che, ormai trentenne, non riesco a trattenere le lacrime...
...le cose belle e importanti, le cose che si amano, sono fatte per restare, non ci abbandonano mai.